Estratto del romanzo “Catene invisibili”
“Le sue possibilità di indagare erano giunte al limite, se voleva scoprire altro aveva bisogno di un aiutino.
Prese il telefono e compose un numero che conosceva a memoria. Dopo un certo numero di squilli, rispose una voce femminile registrata: «L’utente da lei chiamato al momento non è disponibile. Si prega di lasciare un messaggio e sarete ricontattati, grazie!». Tipico, pensò Emanuel e lasciò un messaggio. «Francesco, sono Emanuel. Ho bisogno di parlarti, fatti vivo. Ciao!» Riattaccò sperando che il suo amico, nonché investigatore privato di fiducia, si facesse sentire presto. Francesco Arespi, per consuetudine, non rispondeva mai alla prima chiamata.”