Estratto del romanzo “Catene invisibili”
“Il suono del citofono lo costrinse ad alzarsi per vedere chi fosse. Guardรฒ lโorologio, erano quasi le nove di sera. Si rese conto di non aver toccato cibo tutto il giorno, del resto gli si era chiuso lo stomaco.
Al citofono rispose Leonardo, che era passato a trovarlo. Non aveva molta voglia di stare in compagnia, comunque lo fece salire e si preparรฒ a ricevere lโondata di esuberanza dellโamico.
ยซAho! Si nun passo io, nun te fai manco vedรจ!ยป Le โesseโ leggermente strascicate, che caratterizzavano il suo difetto di pronuncia, gli conferivano quellโaria gioviale e scherzosa in qualsiasi situazione, anche quando non era il momento di scherzare. Leonardo aveva anche unโaltra piccola caratteristica: raramente guardava negli occhi lโinterlocutore con cui parlava, generalmente puntava su unโarea indefinita ai lati del volto, o al massimo mirava alla bocca di chi parlava.”